domenica 31 luglio 2011

Calderoli, no ferie, campus sviluppo

OFF
''Davanti ad una crisi come quella che stiamo affrontando io credo che la politica non abbia il diritto di andare in ferie e che non lo abbiano neppure le associazioni imprenditoriali, le forze sindacali e le parti sociali. Quindi propongo che in agosto tutti cancellino le ferie e ci si trovi tutti per un campus per lo sviluppo economico da cui far emergere un programma di lavoro per l'autunno''. L'idea è stata anticipata all'ANSA dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli.
(ANSA)
Però... si è inventato i campus estivi  per lo sviluppo economico! Immaginate cosa ne potrà venir fuori tra un grappino e un po' di bianchetto! Ma chi ti da una mano per partorire simili fesserie, quella cima del trota?
Calderoli, smettila di dire fesserie tanto sappiamo quanta voglia avete voi politici di lavorare. Non prendere per i fondelli chi le ferie non le può fare perché ha solamente un ventesimo di quanto rubate voi politici in un mese! (ovviamente saranno dati "Gettoni di Presenza" ai presenti e agli assenti anche se in ferie!)

Napoli, 1000 tonnellate di rifiuti in strada


OFF
Restano stabili a mille tonnellate le giacenze di rifiuti nelle strade di Napoli. È quanto emerge dal bilancio tracciato dal presidente dell'Azienda per l'igiene urbana della città, Raphael Rossi. Ieri i conferimenti sono avvenuti negli impianti di Giugliano, Tufino, Santa Maria Capua Vetere e nell'Icm, tra i quartieri napoletani di Ponticelli e Barra. Si tratta di un totale di 1178 tonnellate che sono considerate un buon risultato ''alla luce della chiusura dell'impianto di Caivano''.
(ANSA)
Raccolta differenziata NO, discariche NO, termovalorizzatori NO allora cari napoletani, tenetevela per le strade la spazzatura!
D'altronde questi sono i risultati di aver creato 2000 Italie con le regioni, le province ed i comuni con possibilità di legiferare! Grazie lega (si fa per dire) anche questo è merito tuo!

Napolitano stringe la cinghia!

OFF
L'annuncio, reso noto con un documento pubblicato sul sito del Quirinale, arriva proprio alla vigilia dell'approvazione dei bilanci di Camera e Senato e mentre il dibattito ai costi della politica diventa sempre più acceso.
Napolitano congelando ogni aumento percepirà, ai sensi dell'art.84 della Costituzione, 239.181 euro l'anno lordi (136.397,81 euro al netto delle ritenute fiscali). Il presidente non percepisce l'indennità da senatore a vita e tantomeno il vitalizio maturato in oltre 38 anni di attività parlamentare.
Tutta demagogia.
Anche io se percepissi oltre 136 mila euro netti l'anno rinuncerei per demagogia all'adeguamento del mio assegno.
Adesso non percepisce (se è vero) l'indennità di senatore a vita ed il vitalizio ma ne riparleremo quando scadrà il suo mandato.
Anche lui fa parte della casta non dimentichiamolo. Sono tutti uguali!! Opportunisti e mangiapane a ufo!

sabato 30 luglio 2011

Roma "padana"

OFF
Ho ascoltato, sulla emittente LA7, borghezio farneticare in nome della padania.
Non potendo contestare l'evidente grandezza della Roma antica, secondo le sue parole, eminenti studiosi hanno stabilito che gli antichi romani erano di origine nordica. Ne consegue che le guerre contro popoli germanici come i vandali, i visigoti ed i burgundi erano guerre civili tra popoli nordici e che anche il greco, discendendo dai bizantini, a loro volta discendenti dai romani, è un popolo padano.
Però, nonostante le rivendicazioni sulla purezza razziale del suo sangue e di quello dei leghisti e sulla padania libera, ha dichiarato di non essere disposto a rinunciare allo stipendio percepito da "Roma ladrona" ed alla baby pensione in quanto, secondo le sue parole, il gettito fiscale italiano si basa esclusivamente sulle tasse pagate dai padani.
Come posso fare a farmi restituire tutte le tasse che ho pagato negli ultimi dieci anni e che non erano di mia competenza in quanto italiano e non padano?

Un dossier contro i rivali per far vincere Renzo Bossi

OFF
da http://www.nuovademocraziaeuropea.eu/ pubblicato da Marcello De Vita il Mer, 27/07/2011
Trattamento illecito di dati protetti, dossieraggio e violazione delle regole sulle privacy. Sono i reati sui quali indaga il pm bresciano Fabio Salamone.
Dossier trovati stamani durante la perquisizione nell’abitazione e nell’ufficio di Monica Rizzi, assessore allo Sport della Regione Lombardia Cosa contengono questi dossier?
Raccolta di informazioni «sensibili» sugli avversari politici nel Carroccio. Nemici interni da tenere sotto schiaffo per favorire indirettamente l’ascesa politica di Renzo Bossi. Tutto inizierebbe dalla campagna elettorale per le Regionali di due anni fa dove, non essendoci liste bloccate per far salire al Consiglio Regionale Bossi Junior, erano necessarie preferenze da sottrarre agli altri candidati.
Ma qual’era l’incarico di Monica Rizzi per poi poter diventare assessore?
Far eleggere Bossi junior a colpi di preferenze. Ci riuscirà, la Rizzi. E in cambio ne ricaverà un posto in giunta.
La Lega oggi ha ancora la faccia tosta di affermare di essere un movimento meritocratico!

venerdì 29 luglio 2011

Lega:Borghezio sospeso per tre mesi

OFF
Il Consiglio federale della Lega ha deciso di sospendere dal partito l'europarlamentare Mario Borghezio per le sue dichiarazioni sulla tragedia di Oslo. La sospensione, secondo quanto si apprende, dovrebbe essere di tre mesi. Borghezio decade anche da presidente del Carroccio in Piemonte.
(ANSA)
Quello che ha detto questo politico incapace (e dico poco) non merita neanche un commento.... io lo avrei cacciato a calci nel sedere ma tant'è, la maggioranza dei leghisti la pensa come lui.... 

Ministeri: Web rende inutili sedi locali

OFF
La telematica rende inutile aprire sedi ''fisiche'' sul territorio. È quanto sottolinea la commissione Finanze della Camera in un documento approvato all'unanimità a termine di una indagine conoscitiva sulla razionalizzazione degli immobili pubblici. ''Sullo sfondo del processo di razionalizzazione degli immobili - si legge nel documento - c'è il progressivo passaggio dalla presenza fisica sul territorio delle articolazioni amministrative al modello della 'amministrazione virtuale'''.
(ANSA)
Quindi a cosa servono le sedi distaccate al nord? Non vi sono già abbastanza osterie per le adunate serali dei legaioli? Già, è vero, sono altre poltrone per trombati e mangiapane a ufo della lega... Poveri "padani", li facevo più furbi, ma d'altronde cosa si può sperare da personaggi che si vestono verde pisello e si mettono elmi con le corna in testa...
Un'ultima cosa: visto che i ministeri si possono fare telematici, quando avremo il piacere di avere politici "virtuali". Immaginate il risparmio e la diminuzione di reati

Bossi sfida Napolitano: "Ministeri restano a Nord"

OFF
È scontro aperto tra il Quirinale e la Lega sul decentramento dei ministeri. E tanto è duro, puntuale, e articolato l'intervento del Presidente della Repubblica nella lettera inviata al presidente del Consiglio (che in sostanza legge l'azione come incostituzionale), altrettanto forte è la risposta del Carroccio: con Umberto Bossi che dice chiaramente che i ministeri appena inaugurati al Nord là stanno, e non si toccano. In serata il Senatur cerca di minimizzare la tensione con Napolitano, assicurando che non sarà "per questo" che si "romperanno" i buoni rapporti avuti fino ad ora con il Capo dello Stato. Ma la sua ruvida presa di posizione, che comunque non cambia nemmeno in seconda battuta, è anche uno schiaffo a Berlusconi, visto che, giusto poco prima del suo "i ministeri li abbiamo fatti e li lasciamo là " rivolto al Colle, il premier, come fa sapere una nota di Palazzo Chigi, in apertura del Consiglio dei ministri aveva invece chiesto a tutti di "tenere in debito conto le osservazioni" del Quirinale. Sarà anche vero che, come ha ribadito Bossi, "tutti questi problemi" con il Cavaliere non ci sono stati e non ci sono.
    Ma è tale la sua determinazione a non mollare la bandiera delle sedi decentrate dei dicasteri, da venire letta da Gianfranco Fini come "una partita tutta diversa" che il leader leghista starebbe giocando per conto suo: visto che si è dimostrato "sprezzante" nei confronti dei rilievi del Colle, anche dopo "il doveroso invito di Berlusconi ai ministri" a tenerne conto. E sono tanti gli altolà messi nero su bianco da Quirinale. Nella lunga lettera inviata al premier da Napolitano, resa pubblica oggi, il Capo dello Stato esprime dubbi sulla costituzionalità di un provvedimento "non avente connotati di particolare rilievo istituzionale". Per il presidente della Repubblica questa scelta sarebbe in conflitto "con l'articolo 114 della Costituzione che dichiara Roma Capitale della Repubblica", sede peraltro "del governo della Repubblica". Ed è inimmaginabile "pensare a una 'capitale diffusa' o 'reticolare' disseminata sul territorio nazionale", venendo meno, appunto, alla natura di Capitale di Roma. Ma l'attenzione del Capo dello Stato è anche sull'impiego di risorse pubbliche, vista "l'attuale situazione economico-finanziaria": "L'apertura di sedi di mera rappresentanza" si sottolinea nella lettera, "costituisce scelta organizzativa da valutarsi in una logica costi-benefici che, in ogni caso, dovrebbe improntarsi", appunto, "al più rigido contenimento delle spese e alla massima efficienza funzionale".
    Oltretutto, fa notare il Quirinale, l'inaugurazione è stata fatta "senza nemmeno che vi fosse un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale". Tutti 'appunti' respinti al mittente dal leader leghista, che però ha cercato di gettare acqua sul fuoco dello scontro istituzionale, dicendo che la Lega "tiene conto dei rilievi del Colle". Perché il Senatur, lasciando Montecitorio, ribadisce anche che la volontà è quella di "spostare i ministeri come si fa negli altri Paesi europei", anche perché "la Costituzione non parla di dove devono stare". E tanto per chiarire meglio, un po' ironico, un po' provocatorio, Bossi saluta i cronisti annunciando il suo rientro "a casa, nella Capitale, a Milano...".
(ANSA)
Bossi si comporta come un bambino viziato che sbatte i piedi per terra se non ha il suo giocattolino tra le mani. Basandosi sulla disinformazione di molti italiani, generalizza dicendo che "in tutti i paesi europei i ministeri sono distaccati". Non è vero. Se prendiamo ad esempio la Germania - che in questo momento è forse il paese leader in Europa, oltretutto repubblica federale- ha avuto la sede del suo governo post bellico a Bonn, ora che la Germania è riunita, tutto quello che concerne il governo centrale, ma dico tutto, è a Berlino!!!
Il fatto vero è che i problemi di salute di cui soffre il senatur hanno una etiologia degenerativa che molto spesso influisce anche sulla personalità dei soggetti. Io credo che ad un certo punto della vita, quando le proprie facoltà, per cause naturali indipendenti dalla propria volontà, si deteriorano, sarebbe anche il caso di ritirarsi, curarsi  di quel poco di salute che ci resta, e lasciare che le nuove generazioni regolino il proprio destino. Il capo dello Stato, con le sue argomentazioni sia istituzionali che economiche, è perfettamente nel giusto.  

giovedì 28 luglio 2011

Manovra finanziaria e costi della politica

ON
Da "la PROPRIETÀ edilizia" mensile della FEDERPROPRIETÀ-ARPE n° 7-8 luglio e agosto 2011, di Massimo Anderson - Presidente nazionale di Federproprietà.
     La circostanza che, insieme con la predisposizione della manovra finanziaria volta al rafforzamento della stabilità dei conti pubblici, si comincia a parlare di una riforma tributaria va valutata positivamente, anche se sussistono le perplessità di chi, pur condividendo l'esigenza del federalismo fiscale, avrebbe preferito la proposizione di quest'ultimo alla riforma generale. Comunque gli aggiustamenti di compatibilità e di logica perequativa appaiono ancora possibili invece negativamente inaspettato che con la manovra  ancora non si incida senza mezzi termini sui costi della politica quale pesante componente largamente comprimibile dei più generali costi di finanziamento della macchina pubblica (c'è appena una risibile riduzione dei rimborsi elettorali ai partiti). È un tema che poteva essere affrontato quale sostanziosa anticipazione alle riforme dirette alla modernizzazione dello Stato. Occorre comunque fare presto, tenuto conto che alcuni provvedimenti devono necessariamente comportare modifiche alla Costituzione e per i quali quindi non basta la semplice attuale maggioranza di Governo, nella quale peraltro la Lega è addirittura contraria all'abolizione delle Province in quanto tali, incurante dei problemi di contenimento dei costi (tanto che ha proposto il trasferimento da Roma di alcuni Ministeri il cui costo è stimato in almeno 2,5 miliardi di euro l'anno).
     Proprio per le Province, anche dal settore stesso delle autonomie e nella prospettiva di razionalizzazione delle funzioni con riduzione evidente dei costi, pervengono proposte centrate sui problemi reali, come quella di attribuire le competenze di tali enti a raggruppamenti o consorzi di Comuni, se attinenti ad es. algi assetti di area vasta, ma anche per altre esigenze. Per restare nel'ambito degli enti locali, altri notevoli risparmi possono ricavarsi da un lato dalla non più dilazionabile attuazione delle aree metropolitane e dall'altra dalla limitazione delle istituzioni delle municipalità ai Comuni con almeno 750 mila abitanti, ferma restando l'esigenza di un più efficiente decentramento funzionale.
     Soltanto vi sarebbe per questi tagli nel settore delgi enti locali (Province, Comuni, Municipalità) stimarsi un risparmio annuo immediato diretto di 15 miliardi di euro solo con l'abolizione delle Province.
     Affiorano intanto alcune vistose anomalie nella spesa di molte Regioni che sembrano richiedere immediati interventi correttivi (v. ad es. il caso dello spropositato costo del personale in Sicilia). Non mancano peraltro, nei bilanci regionali, curiosità  particolarmente costose quali quelle messe in luce da una per certo soltanto parziale inchiesta pubblicata sul n. 27/2011 di Panorama. Non può peraltro non tenersi conto della necessità di porre subito mano - sempre al fine del contenimento della spesa - a colmare il vuoto aperto dall'approvazione del primo quesito referendario sui servizi pubblici locali, che ha travolto non soltanto le rigide limitazioni (ulteriori rispetto alla normativa comunitaria) per quanto attiene al ricorso, alla creazione o al mantenimento delle aziande municipalizzate, ma anche quelle norme assai utili per evitare la legittimazione della commistione fra politica e affari, fra controllori e controllati, come ad es. la partecipazione degli amministratori degli enti locali nei consigli d'amministrazione delle aziende stesse.
     In sede centrale, tutti parlano delle riforme istituzionali con vistose modifiche alla Costituzione che indubbiamente richiedono tempi lunghi per gli approfondimenti e per la ricerca delle necessarie convergenze, mentre soltanto più buona volontà e meno paura di perdere privilegi richiederebbe la riduzione del numero dei parlamentari (non più della metà degli attuali) che - indotto compreso - potrebbe coprire in cospicua parte le esigenze di risparmio sottese alla manovra finanziaria in corso ed evitare di togliere - come qualcuno propone -  buona parte delle agevolazioni tributarie attuali che trovano invece piena giustificazione quali misure perequative e che meglio potrebbero essere valutate in sede di riforma generale.
     Per quanto concerne l'apparato amministrativo centrale e la polemica scaturita dalla citata proposta della Lega di una decentrata collocazione di alcuni Ministeri, va sottoòineato che non soltanto buona parte delle competenze statali di carattere operativo sono già da tempo attribuite alle Regioni e agli enti locali, come è fatto palese dalle stesse norme sul federalismo fiscale, ma uffici operativi dipendenti dai Ministeri, per le residue competenze, sono dislocati opportunamente sul territorio.
     In conclusione, la situazione economico-finanziaria è di gravità non trascurabile, anche perché in parte derivante dalla crisi internazionale, ma può essere affrontata con successo soprattutto se i provvedimenti non pretermettono le esigenze fondamentali dei cittadini e partono da un sostanzioso risanamento della macchia pubblica.
     Non possono però neanche trascurarsi settori per i quali sono stati da sempre aupicati tagli alla spesa pubblica, come quello dei rimborsi all'editoria difficilmente accettabili da parte dei cittadini.
     Su questi spunti maggioranza ed opposizione - evitando strumentalizzazioni di parte - devono far quadrato anche perché, alla luce dei recenti risultati referendari e non. i gravi casi di corruzione emersi a Parma stanno a dimostrare il diffuso malessere politico e sociale che investe il Paese reale. Non può perdersi altro tempo perché è in gioco il futuro del sistema Italia e con esso l'avvenire delle nuove generazioni.

Regioni in rosso, ecco chi rischia la poltrona

OFF
Un pesante deficit sanitario pesa su otto Regioni italiane: Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Se non saranno in grado di rispettare i piani di rientro, i governatori rischiano il posto...
E se invece di rimuovere solo i governatori si rimuovessero le regioni?
Pensate quanti miliardi di euro risparmiati tra spese di mantenimento e spese di personale e quanto sarebbero incavolati bossi &c. che non avrebbero più la possibilità di prendere per i fondelli i "padani"!