lunedì 15 ottobre 2012

Pakistan, Malala in viaggio verso Regno Unito per cure

ON OFF
Islamabad (Pakistan), 15 ott. (LaPresse/AP) - L'attivista pakistana 14enne Malala Yousufzai è in viaggio verso il Regno Unito sull'aeroambulanza fornita dagli Emirati arabi uniti. È stata ferita il 9 ottobre a colpi d'arma da fuoco dai talebani che volevano punirla per il suo attivismo a favore dell'istruzione delle bambine. I medici pakistani hanno deciso di trasferirla perché sia curata in un centro medico "che abbia la capacità di fornire cure integrate alla bambina, che ha riportato gravi ferite", riferisce una nota dell'esercito.
La decisione di trasferire la ragazza all'estero, spiega l'esercito, è stata presa di concerto con la famiglia. A pagare le cure sarà il governo di Islamabad. Malala, colpita alla testa, dovrà riprendersi dalle ferite e poi necessiterà di una intensa "riabilitazione neurologica", spiegano le autorità.
Ieri, intanto, in Pakistan ci sono state nuove manifestazioni in suo sostegno. A Karachi in particolare si è tenuta la più grande da quando è stata ferita, organizzata dal partito Movimento Muttahida Qaumi, il cui capo Altaf Hussain ha criticato i partiti islamici, ma anche gli altri, per non aver organizzato dimostrazioni contro l'attacco.
La giovane era diventata famosa nel 2009 all'età di 11 anni, per aver tenuto un blog sul sito in lingua locale della Bbc in cui denunciava gli attacchi dei fondamentalisti islamici pakistani contro le ragazze e gli istituti scolastici femminili, per impedire loro di studiare ed emanciparsi. All'interno del suo diario virtuale, Malala testimoniava la crudeltà dei talebani e le violenze attraverso cui mantengono il potere, terrorizzando le popolazioni locali. La frontiera nord-occidentale è considerata una roccaforte dei talebani, tanto che in alcune aree vigono la Shariah e le Corti islamiche, chiamate a giudicare controversie, oltre che comportamenti e regole di morale.
    
Questi sono la maggior parte degli islamici. I talebani sono delle bestie (chiedo scusa alle bestie se le metto a livello dei talebani) ignoranti meschini e vigliacchi che se la prendono con i bambini e che usano come kamikaze donne o bambini per commettere i loro atroci crimini.
La loro stupidità religiosa, seguita purtroppo da quasi l'unanimità delle popolazioni di religione islamica, può essere riportata a livello deì superstiziosi uomini della pietra che eseguivano sacrifici umani per confermare la superiorità della religione in cui credevano.
Purtroppo, il buonismo di alcuni politici non solo italiani, permette il loro assurdo comportamento e i loro bestiali omicidi, sottovalutando il pericolo che questi delinquenti rappresentano per la civiltà, senza far nulla di serio per combatterli (vedi l'inutilità delle nostre FF.AA. in Afghanistan, che sono lì solo per essere presi di mira da quegli assassini, senza poter fare nulla per combatterli, anche perché protetti dalla complicità e dalla omertà della popolazione locale.)

giovedì 11 ottobre 2012

Crisi marò/ Terzi: Se sentenza negativa, controversia tra Stati

OFF

Roma, 11 ott. (TMNews) - Se la sentenza dell'Alta Corte di Nuova Dehli sarà negativa per i due marò italiani trattenuti in India, l'Italia avvierà "tutta una serie di azioni a livello internazionale e quel punto si aprirebbe anche sul piano legale una controversia tra stati". Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Giulio Terzi, durante l'audizione congiunta con il collega Giampaolo Di Paola davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa, pur auspicando che tale eventualità "non debba mai avvenire".
   
Ma noi ce ne infischiamo e non smetteremo mai di ricordare che i nostri due marò sono ancora prigionieri in India. Dimenticati da più di sei mesi. Dal nostro governo e dai media. Ieri si è consumato l'ennesimo capitolo di questa farsa, fatta da un processo interminabile, da rinvii, ricorsi e sospensioni, da arresti e scarcerazioni su cauzione. Ma per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone il futuro è ancora avvolto nell'incertezza. La Corte suprema indiana ha cominciato a esaminare, con la dovuta calma, il ricorso dell'Italia per invalidare il processo avviato contro i marò nello Stato del Kerala. Naturalmente l'udienza è stata aggiornata per l'ennesima volta.
Ma quando sarà scritta la parola fine? Nessuno lo sa. Tantomeno il nostro governo, la cui azione per liberarli non è stata né efficace né rapida. Eppure, quando si tratta di far tornare a casa turisti spericolati, viaggiatori a caccia di avventure o volontari che sognano l'immunità, a Roma scattano come molle. Proclami, inviati, mediatori e, spesso, anche cospicui riscatti per ottenere la liberazione dei connazionali rapiti dalla guerriglia di turno. Anche se nessuno dei malcapitati agiva per conto del governo, e per di più in una missione internazionale. Nel caso dei fanti del Reggimento San Marco invece è meglio il silenzio, o quasi.
Ogni tanto, costretti dalle circostanze, i nostri ministri sussurrano qualche frase ipocrita, come ha fatto tempo fa il responsabile degli Esteri Giulio Terzi: «Il dossier è molto difficile ma riporteremo i nostri ragazzi a casa... Il governo segue la questione con la massima attenzione...». Che vergogna, come se nessuno sapesse chi ha dato l'ordine di consegnare alla polizia indiana i nostri due ragazzi, soldati in missione per conto del governo e dell'Onu, in acque internazionali e su una nave italiana. Abbiamo ingoiato rospi indigeribili, dagli sgarbi diplomatici alle forzature dell'inchiesta giudiziaria, ma resta un fatto: da quel maledetto 19 febbraio la questione s'è complicata invece di avviarsi a una soluzione. "Il Giornale" ne ha fatto una battaglia attirandosi anche la malcelata insofferenza del governo Monti, secondo il quale l'eccessiva risonanza mediatica avrebbe peggiorato la situazione e infastidito le autorità indiane.
Come se fosse scorretto o addirittura scandaloso difendere i diritti di due nostri soldati ingiustamente detenuti. Ma sono impazziti? La smettano con la realpolitik farlocca, quella che dovrebbe ottenere risultati senza clamore, quella che ti fa raggiungere obiettivi facendo la gimcana o brigando sottobanco. O strisciando, come ormai siamo abituati a fare. Qui non si tratta solo della libertà di due militari italiani e della serenità di due famiglie, ma parliamo della dignità del nostro Paese. A prendere schiaffi siamo avvezzi, però ogni tanto ci piacerebbe restituirne qualcuno. Niente da fare. Forse è per questo che l'Italia appare isolata. La Nato si è chiamata fuori, la diplomazia europea ha inizialmente abbozzato un interessamento, ma poi si è defilata. Ma come, il governo Monti non godeva di tanto favore e tanto credito internazionale? Ci spieghino, per favore, qual è la verità: Monti non intende spendere credito né favore per i nostri soldati prigionieri in India oppure quel credito e quel favore sono una balla che ci raccontano da dieci mesi? In ogni caso è ora che i professori rompano gli indugi e tornino a occuparsi con maggiore impegno della sorte di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Un governo che chiede ai suoi soldati di rischiare la vita lontano da casa, poi non può dimenticarsi di loro, come se fossero cittadini di serie B. Sarebbe un'infamia. Per questo non li dimentichiamo.

mercoledì 10 ottobre 2012

Il Cdm approva il patto di stabilità

OFF
Dal cilindro del Consiglio dei Ministri spunta il calo della tassa per eccellenza: l'Irpef. Il governo, con la legge di stabilità, ha deciso di ridurre di due punti le aliquote sui primi due scaglioni dell'imposta sui redditi delle persone. Ma la decisione è stata presa a scapito dell'Iva: il preventivato stop all'aumento delle due aliquote che doveva scattare a luglio viene dimezzato. L'aumento ci sarà, ma solo da un punto.Ma la legge di Stabilità contiene tante norme. Eccole.
CALA L'IRPEF - Arriva il primo calo delle tasse, che toccherà tutti. Viene ridotta l'aliquota sul primo e sul secondo scaglione: dal 23 scende al 22%, dal 27 al 26%. Il costo per la riduzione della prima aliquota, che si applica su tutti i redditi, è di 4 miliardi, quello del secondo scaglione vale un altro miliardo.
STOP A METÀ PER AUMENTO IVA - Non viene eliminato il previsto aumento Iva di due punti, che sarebbe scattato dal primo luglio 2013. L'aumento viene solo frenato a metà: l'Iva salirà di un solo punto: dal 10 all'11% e dal 21 al 22%.
TOBIN TAX - Le risorse della legge di stabilità saranno reperite, oltre che con la spending review, anche con la Tobin Tax e con una revisione delle "tax expenditures".
SCONTI FISCO PER FONDO TAGLIO DEBITO - Arriva la possibilità di fare erogazioni liberali al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato e usufruire di uno sconto fiscale pari al 19% dell'imposta lorda.
IMU CHIESA - Il governo ha modificato il testo della legge riguardante l'Imu per gli immobili non commerciali e quindi anche della Chiesa in modo da definire il quadro regolatorio ''in tempo per il periodo annuale di imposta'' che decorre dal 1 gennaio 2013.
STATALI, NIENTE AUMENTO IN BUSTA PAGA - Confermato il blocco dei contratti fino al 2014. Per il 2013-2014 non sarà erogata neanche l'indennità di vacanza contrattuale. L'indennità di vacanza contrattuale tornerà nel 2015 calcolata sulla base dell'inflazione programmata.
SALARIO PRODUTTIVITÀ - Gli aumenti salariali aziendali saranno tassati nel 2013 al 10% entro il limite di 3.000 euro lordi, per una spesa di oltre un miliardo nel 2013 e poco meno della metà nel 2014.
STRETTA ASSISTENZA DISABILI - Stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap. La retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l'assistenza ai figli o al coniuge. Sono esclusi dal pagamento intero quindi i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili.
SANITÀ - Taglio di 1,5 miliardi al fabbisogno sanitario nazionale, grazie a una ulteriore riduzione della spesa per l'acquisto di beni, servizi e dispositivi medici.
STOP AFFITTI E ACQUISTI AUTO E IMMOBILI - Stop all'affitto e all'acquisto di nuovi immobili da parte di tutte le amministrazioni pubbliche. Ma anche all'acquisto e il leasing di autovetture. Prevista una stretta anche per l'acquisto di arredi e per le spese di consulenze informatiche.
TAGLI A REGIONI, RISORSE A COMUNI IN DIFFICOLTÀ - Vengono aumentati di 1 miliardo i tagli lineari previsti dalla prima spending review per le regioni a statuto speciale. Arrivano poi 160 milioni alla Campania e circa 130 milioni per il Fondo per i comuni in condizioni di predissesto.
ESODATI - Arrivano nuove risorse per gli Esodati. Si attingerà dal Fondo Letta.
P.A. - Arrivano misure per sbloccare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese.
UNIVERSITÀ - Il budget delle Università potrà crescere del 3% all'anno. Per alcuni enti di ricerca la percentuale sale al 4.
BENI DEMANIO - Ok alla vendita dei beni demaniali attraverso fondi immobiliari.
TAV E TRASPORTO - Quasi 800 milioni di euro per finanziare studi, progetti, attività e lavori. 1,6 miliardi a partire dal 2013 per il trasporto pubblico locale. 800 milioni di euro sono invece stanziati per la RFI e 300 milioni per l'Anas. 300 invece i milioni di penalità per lo stop al Ponte di Messina.
INTERCETTAZIONI MENO CARE - Arriva la tariffa flat per le intercettazioni telefoniche.
PATRONATI A DIETA - Taglio ai patronati di 30 milioni di euro nel 2014 e di altri 30 milioni nel 2015.
QUOTE LATTE - Torna sotto la gestione di Equitalia la riscossione delle multe per lo sforamento delle quote latte.
CIELI BLU - Per riuscire a risparmiare le notti saranno meno ricche di illuminazione artificiale.
AEREI E NATO - In arrivo 40 milioni di euro nel 2013 per la manutenzione della flotta di aerei antincendio e 58 milioni di euro, in tre anni, per la partecipazione dell'Italia alla spesa per la ristrutturazione del Quartiere Generale della Nato.

È la solita buffonata: il Grande Economista non si smentisce mai. Il concetto di equità fiscale proprio non gli vuole entrare in testa. Diminuire le aliquote più basse significa che anche chi percepisce redditi stratosferici sborserà meno soldi di adesso. Più giusto sarebbe stato aumentare le aliquote più alte e far pagare di più i tanti ricconi che prosperano in Italia. Ma già, tra questi ricconi ci sono anche i sigg. politici, quindi di aumento delle tasse per loro non se ne parla proprio. Voi sciocchi che applaudite alla lieta novella sulla diminuzione (ridicola) delle tasse, ricordatevi di fare i conti alla fine del prossimo anno: controllate quanto questa diminuzione ci sarà costata tra aumento dell' IVA e aumenti di tariffe e per i minori (o peggiori, se è ancora possibile) servizi ricevuti! Ricordatevi: se lo Stato percepisce 10 in meno, poi ce ne fa pagare 20 in più e quei 20 finiscono sempre nelle tasche dei soliti truci figuri: i nostri amministratori!

Forse l'unica soddisfazione per gli italiani, ma nemmeno per tutti, è nell'Imu alla Chiesa, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2013. Mal comune, mezzo gaudio?

lunedì 8 ottobre 2012

Scintille Vendola-Renzi, "Rottamare rottamatore"

OFF
ANSA-ROMA - "In Renzi c'è una marcata adesione a modelli culturali che io penso debbano essere rottamati". Lo dice Nichi Vendola intervistato da Maria Latella su skytg24. Secondo Vendola bisogna infatti "rottamare la subalternità culturale di certa sinistra al modello liberista che sta scorticando l'Europa". "Tanto Bersani quanto Renzi oggi sono miei competitori - dice Vendola - ma spero che la competizione non scalfisca i rapporti umani e non precipiti nella violenza verbale". "Io ho costruito un pezzo del mio cammino con alcuni dei protagonisti del Pd - dice ancora Vendola - e in alcuni casi li ho contrastati. Ma non tanto per l'età quanto per le posizioni politiche".
Matteo Renzi, a Potenza, ha preferito non rispondere: "La domanda successiva?" ha chiesto. Riferendosi all'assemblea nazionale di ieri del Pd, Renzi ha aggiunto che "è stata una giornata nella quale si sono cercati più i punti di unione e che quelli di divisione: bene così. Adesso il confronto è sulle idee". Poi su Facebook ha precisato: "Vedo che dopo la serenità di ieri qualche candidato alle primarie immagina di alimentare la polemica attaccando gli altri. In modo gratuito peraltro. Va bene così. Ognuno risponde per se stesso. Io non parlo male degli altri, noi vogliamo parlare bene dell'Italia. Per cui invito tutti i miei amici a non cadere nelle provocazioni. Siamo pronti a confrontarci sulle idee ovunque. Ma agli attacchi gratuiti rispondiamo con l'arma più bella, il sorriso"
" Ho ridotto il mio stipendio di altri 50 mila euro - fa poi sapere il governatore pugliese - ci voleva un segno di assoluta sobrietà perché chi fa politica deve sentire il dolore del paese. Non è un modo strumentale di affrontare la questione. Ho molti critici e pochi emulatori".
"La mia campagna per le primarie avrà un costo molto vicino a zero euro" sottolinea Vendola. "Per la manifestazione di ieri - sottolinea - abbiamo speso in tutto 8mila euro. Ci reggiamo sul volontariato, non abbiamo finanziatori privati o gruppi internazionali che mi appoggiano, Anzi, costoro tendono a vedermi come un pericolo che li minaccia". Vendola dice anche di non avere "spin doctor" che gli suggeriscono che cosa dire. "Mi confronto che i volontari che sostengono la mia campagna, poi per il resto me la cavo da solo".
"Penati, come Fiorito - sostiene Vendola -racconta una storia indecente. Dovrebbe liberare il suo seggio e andare a difendersi dai magistrati".
Matteo Renzi replica anche a D'Alema. "Credo che sbagli a dire queste cose - sostiene il sindaco di Firenze - se vincessi io, non morirebbe il centrosinistra". Con una battuta, ha poi sottolineato: " Non sono mica Jack Lo Squartatore". "Se vincessimo noi - ha aggiunto Renzi - porteremmo avanti il rinnovamento negli uomini, nelle idee e nei progetti". Parlando al cinema comunale di Matera, Renzi ha ribadito che, in caso di sconfitta, sosterrà il vincitore delle primarie.
"Dire qualcosa di sinistra? Io non le dico, da sindaco di Firenze le cose di sinistra le ho fatte" replica Renzi alla domanda di un giornalista. "Sono stato il primo sindaco di una città - ha sottolineato - che ha avuto la forza di fare il piano strutturale a volumi zero, con la valorizzazione all'ambiente e contro interessi consolidati. Ho poi messo un buon numero di donne in giunta e introdotto risorse sul welfare e investito in innovazione". Renzi ha poi aggiunto che "c'è chi ha bisogno di dire cose di sinistra per farsi una verginità: il punto vero è che io voglio una sinistra che vinca. Troppo spesso, però c'è una sinistra in Parlamento che si accontenta di partecipare. Io se voglio votare qualcuno che vuole solo partecipare, voto De Coubertin. Io - ha concluso - voglio vincere".
Attacca Renzi anche Rosi Bindi: "Inviterei Renzi a fidarsi non solo di Bersani ma di tutto il partito. La sua assenza da molti è stata giustamente notata come atteggiamento di poca attenzione per chi ha lavorato anche e soprattutto per lui. Era stato invitato, avrebbe potuto riservare questa attenzione nei confronti del massimo organo di rappresentanza del partito".

E questa sarebbe la NUOVA politica? QUESTO è IL NUOVO CHE AVANZA???

A me non importa nulla del PD che prova a vincere qualche elezione giocandosela in casa con candidati tutti propri. A me delle primarie non importa un fico secco. Io voglio sapere quale sarà la politica energetica in Italia, come faremo a non far pagare a famiglie e industrie nazionali bollette esagerate, voglio sapere se l'ILVA di Taranto si può salvare salvaguardando ambiente, occupazione e impresa oppure se la ASL, che negli anni avrebbe dovuto monitorare intende ancora, grazie alle nomine politiche di turno, accontentarsi di abbacchi a Natale per omettere i controlli... A me interessa sapere quali siano i veri rapporti costi/benefici di un rigassificatore o di una centrale nucleare, non mi interessa degli esercizietti scolastici di Bersani&Renzi&Vendola...

E per i media... BASTAAA!! Non se ne può più di interviste, collegamenti e riprese tv delle varie conventions di Casini, Fini, Vendola, Berlusconi & Company!!

sabato 6 ottobre 2012

Tagli in Regione, Cattaneo si lamenta su Twitter

OFF

"Uno come me cosa deve fare?"

Il messaggio in bottiglia ha navigato pochi minuti in Rete, e chi lo ha raccolto ha scatenato subito la sua indignazione contro quello che l'assessore lombardo Raffaele Cattaneo ha scritto su Twitter: ''Ho letto il decreto sul taglio alle Regioni: drastica riduzione dell'indennità entro il 30/11 e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare?''. Cattaneo ha poi argomentato la sua posizione sul rigore imposto agli enti locali dopo il caso Fiorito parlando anche di rischi per la democrazia. Ma la Rete, con lui, che ha spiegato di guadagnare circa 8mila al mese, è stata assai schietta, sullo sfondo di una crisi che impoverisce l'economia ma suscita anche disillusioni verso la politica.
''Manca di rispetto a milioni di italiani davvero in crisi'', qualcuno gli ha risposto fra i primi. ''Non rubo e quindi non ho tesori all'estero - ha elencato Cattaneo - Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, eccetera non so come fare''. Poi la carriera: ''Se fossi rimasto un dirigente guadagnerei già ora di più figuriamoci dopo i tagli''. E' più o meno da questo punto che scatta la reazione della 'piazza' di Twitter, in un dibattito assai vivace che si trascina a sera, con qualche commento che cerca di capire le ragioni di Cattaneo e moltissimi che proprio non condividono, tanto che qualcuno ha proposto ironicamente una colletta.

Signor Cattaneo lei deve capire che il popolo italiano, per leggi inique che premiano persone come lei e al contempo lasciano nell'indigenza persone che hanno la sua stessa dignità ma bel altra considerazione nella distribuzione dei salari e nell'equità dei tributi allo stato, vive una situazione di povertà non dissimile a quella del secondo dopoguerra. Se poi aggiunge anche i rimborsi elettorali deve convenire, caro signor Cattaneo, che la sua dichiarazione non è solo discutibile ma suona come un insulto rivolto a chi sopravive con meno di 1000 euro al mese e ha gli stessi impegni di spesa mensili che ha lei. Si ricreda signor Cattaneo, vada a lavorare veramente, vedrà che cambierà idea, vada a lavorare davvero.

mercoledì 26 settembre 2012

CASO SALLUSTI/ Ha difeso una 13enne costretta ad abortire. Dove sono i cattolici?

 
OFF

di Monica Mondo

mercoledì 26 settembre 2012

Caro direttore, che un giornalista non debba andare in galera per quel che scrive è cosa talmente ovvia che non varrebbe neppure la pena di discuterne. In un paese civile, il reato d’opinione prevede sanzioni pecuniarie, e libere opinioni a rettifica, in modo che i cittadini possano rendersi conto e decidere da che parte stare. E’ solo questione di buon senso, non è neppure il caso di scomodare la letteratura giuridica. Invece stiamo qui a esprimere sdegno e perfino qualche giustificazione all’assurda vicenda toccata al direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti. Oggi abbiamo saputo che la Suprema Corte ha confermato il verdetto.

Mi vien da ridere a definirlo così. Siamo abituati a vederlo in televisione, Sallusti, conosciamo la sua indole testarda e irriverente, il carattere duro. Uno che non le manda a dire. Ma pensarlo in carcere per 14 mesi in quanto socialmente pericoloso è fantasia che neppure è balenata in mente ai suoi più acerrimi nemici politici. Infatti lo assolvono tutti, giudicando il suo caso un’opportunità per eliminare dal codice penale un reato di memoria fascista. Proprio tutti tutti no, in nome dell’uguaglianza davanti alla legge! Un criterio che, esulando dalla persona che hai di fronte, è talmente disumano da non meritare commenti. Se c’è stato reato per Guareschi, per Iannuzzi eccetera, solo per citare i nomi più clamorosi, perché non Sallusti? Ma perché se è follia, signori miei, che ci si fermi, e magari proprio a partire da Sallusti.

Follia il reato, follia l’ostinazione del giudice diffamato, dopo aver già chiesto e ottenuto un risarcimento pecuniario non indifferente. Cosa vuole dimostrare? Che l’odio non ha fine? Che la giustizia è una macchina stritolatrice? Lo sappiamo, ahinoi. Che i magistrati possono avere un potere enorme e pericoloso? Sappiamo anche questo. E speriamo che forte e chiara, senza esitazioni, si levi la voce del Capo dello Stato, capo del Csm, a giudicare impropria la decisione della Corte d’Appello, che aveva ritenuto il giornalista pericoloso e quindi punibile con la reclusione. A placare quel giudice sdegnato. Se invece l’offesa merita il carcere, che sia la più alta autorità a dichiararlo, e toccherà star bene attenti a quel che si dice e si scrive, in questa povera Italia. Basterebbe una parola. E pazienza se qualche magistrato o qualche penna del Fatto lo riterrà un intervento a gamba tesa. In certe situazioni anche l’acrimonia ideologica va messa da parte.

Ricordiamo poi che il direttore de Il Giornale ha avuto e ha il fegato di assumersi una colpa non sua. Paga e si offre a bella posta in pasto ai media, all’opinione pubblica per suscitare una reazione: si parla infatti di un articolo comparso cinque anni fa su una testata che allora dirigeva, a firma di un collega di cui non ha mai svelato il nome. E questo gli fa onore.

Che diceva mai l’articolo incriminato? E’ così terribilmente inverecondo da non poter essere ripreso e commentato dopo tanti anni? Si parlava del caso di una ragazzina, tredici anni, costretta da un giudice ad abortire, contro il suo parere, sotto responsabilità dei genitori. Una ragazzina finita sotto cure psichiatriche, per lo choc subito, dopo la morte del suo bambino. Nell’articolo si usava la mano pesante: indegno il giudice e, se mai esistesse ancora, meritevole della stesa pena inflitta a un innocente, cioè la morte. Mi pare evidente il carattere provocatorio di questa affermazione. La pena di morte nel nostro paese non c’è, almeno ufficialmente (certe vite in carcere sono una morte lenta), e i congiuntivi, i condizionali e i periodi ipotetici avranno pur un valore nella nostra lingua. Si voleva suscitare scandalo, far riflettere su un abominio, nei pensieri dell’autore del pezzo. Una vita vale come un’altra vita. Sì, anche quella di un bambino mai nato.

Io ritengo che sia sbagliato e inutile, strategicamente, usare le spade infuocate per richiamare ragione e cuore di noi uomini del 2000 distratti, egoisti e così “adulti” da pensare di decidere delle nostre e altrui vite. Penso che la rabbia e l’orgoglio si addicessero allo spirito inquieto di una grande scrittrice, ma per ottenere ascolto e comprensione siano più sagge e proficue parole di moderazione. E’ possibile anche che l’articolo citato dicesse solo parzialmente il vero: che la ragazzina sia magari stata consigliata, e alla fine abbia deciso da sola. Si è così fragili, a 13 anni. E qualche volta l’indignazione monta, soprattutto se ci si accanisce contro i più inermi e deboli, e si perde il filo e si travalica la verità. Invece, come tante e tante volte è stato detto, hanno salvato dall’aborto più le cure e la paziente opera silenziosa del Movimento per la Vita che le battaglie urlate.

Diciamo pure allora che quell’articolo era parecchio sopra le righe, forse falso, e poteva partire la querela. Che ci stava una pena in denaro. Secondo me sarebbero bastate le scuse, o un’intervista sullo stesso giornale, e chiusa lì. Tu la pensi in un modo, mi hai insultato, sbagli. Ok, ho esagerato, ma credo che tu abbia sbagliato di più. I lettori giudicheranno. Ma il carcere! Al responsabile della macchina, che paga per frasi mai scritte. Pensate? Sono affari suoi. Ora, rimembrando i motivi per cui il caso Sallusti balza sulle prime pagine, mi piacerebbe vedere una partecipazione corale e ardente, decisa e non di circostanza, dei giornalisti cattolici tutti, dei politici cattolici, tutti, di qua e di là, delle organizzazioni, associazioni, movimenti cattolici.

Per carità, la difesa della vita non è questione di religione. Ma sono i cattolici ad avere sempre alzato la voce per ribadire che la vita vale sempre, dal concepimento alla morte naturale. Parliamo di libertà di stampa. Ma il tema ha uno spessore più grande, se rammentiamo di che si parlava. Vale la pena schierarsi con forza, anche se la fisionomia o certi articoli di Alessandro Sallusti non dovessero andarci a genio. Anche se avesse sbagliato a sua volta, per altre vicende. Proprio per questo. Chi difende la libertà difende anche quella del suo nemico. Difende anche la libertà di sbagliare. Sempre.
 
Penso che sia una indecenza. e che il potere politico dovrebbe porre immediato rimedio alle norme regolanti il reato di opinione. Mi attendo un intervento di Napolitano in qualità di Presidente della Repubblica e capo del CSM.
Dobbiamo essere molto preoccupati nel vedere uno dei poteri " intoccabili" dello Stato, cancellare una delle libertà fondamentali della democrazia : la libertà di opinione.
E ancor più preoccupati quando vediamo la casta dei giudici difendere uno dei suoi adepti, gravare il giudizio quando il reo manifesta opinioni politiche diverse dalle loro, dimostrandosi incapace di giudicare serenamente. Sembra che la nostra giustizia abbia totalmente smarrito l''uso del il buon senso. Tanti auguri al Direttore Sallusti.

venerdì 21 settembre 2012

DICO UNA BESTEMMIA, VIA LE REGIONI

DICO UNA BESTEMMIA, VIA LE REGIONI

di Raffaele Morese
Con la spending review si consolida il requiem per le Province. Non per tutte, ma per una buona fetta. E non perchè sono le più spendaccione. Pare che non abbiano più neanche i soldi per far ripartire il prossimo 'anno scolastico. Chiusura per riduzione dei livelli istituzionali, si dice. Ma si è fatta veramente una discussione seria su ruolo ed utilità dei vari livelli istituzionali che ha questo Paese? Soprattutto se la prospettiva, che tutti conclamano (non so se sinceramente o no), è quella degli Stati Uniti d'Europa e quindi di un trasferimento di sovranità a quel livello?
Ma anche a prescindere da questa avveniristico scenario, siamo certi che stiamo eliminando il tassello giusto? A me sembra che la Provincia, essendo l'anello debole (per le funzioni che svolge) dell'impalcatura istituzionale del Paese, sia stata scelta dai partiti come l'agnello sacrificale di un'esigenza sacrosanta, come quella della semplificazione dei livelli elettivi, decisionali e di potere. I soldi risparmiati sono relativamente pochi, i posti per fare buone o cattive politiche relativamente rilevanti. C'è da scommettere che non se ne accorgerà nessuno che non andremo più a votare per le Province ma il malumore sulla "cattiva" politica rimarrebbe intatto.
Ci sarebbe altro da fare. Mettere sotto la lente di ingrandimento le Regioni, il loro ruolo, la loro efficacia sia per il benessere dei cittadini che della democrazia. Quanto al primo, parliamoci chiaro: le Regioni sono importantii soltanto per la sanità. L'80 % o più dei loro bilanci sono destinati alla tutela della salute dei cittadini. Ma ha senso avere 25 sistemi di sanità e così scoprire che una siringa può costare o 0.6 euro oppure 3 euro a seconda della gara fatta in questa o quella Regione? Ciascuno di noi vorrebbe essere certo di poter essere tutelato allo stesso modo a Marsala o a Bolzano. Ma, dopo tanti anni di esistenza delle Regioni, questo obiettivo non è stato raggiunto; anzi, sembra sempre più irragiungibile. E se la sanità ritornasse ad essere competenza nazionale, sia pure con articolazioni funzionali a scala territoriale, il ruolo della Regione sarebbe fortemente ridimensionato.
Ma anche sul piano della democrazia ci sarebbe molto da dire. Sia perchè quel livello è largamente esposto a rischi di mal governo se non di corruzione reiterata, sia perchè non lo si può certo esporre come un luogo di eccellenza per lai formazione della classe dirigente politica. Basta fare mente locale a chi è diventato leader a livello nazionale, venendo dall'esperienza regionale; si scoprirebbe che non si va oltre le dita di una sola mano. E, a naso, il risparmio di risorse sarebbe enormemente superiore a quello della scomparsa delle Province. Certo, la Lombardia perderebbe il privilegio di avere una sua rappresentanza diplomatica a Washington, ma forse avrebbe qualche anziano in più meglio assistito in Brianza.
Pensiamoci, fin che siamo in tempo.

giovedì 19 luglio 2012

URGENTISSIMO!!

Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art.
 2 L. 31/10/1965, n. 1261). Ben pochi, credo.
 Si tratta di un referendum, si, l’ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica. La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012 (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012).

 Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare. Provate però a domandarvi come mai questa notizia non è passata sui giornali. Non è che per caso c’è un forte connubio tra i finanziamenti elargiti alla carta stampata e la casta politica? Meditate gente.

 Intanto, con qualsiasi mezzo, DIFFONDETE LA NOTIZIA!!!!! Voglio proprio vedere se anche stavolta la passano liscia. E poi dopo fate un salto in Comune. Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l’ennesima buona occasione per dare un duro colpo alla casta. Ma attenzione, la notizia è poco nota e quindi dovete DIFFONDERLA!!!!

 Articolo 2 della Legge 31 Ottobre 1965, n. 1261

 Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni.

 E’ solo un piccolo passo, visto che TUTTA QUESTA LEGGE meriterebbe una bella spolveratina, ma è pur sempre un passo necessario per far partire il movimento di rivolta popolare pacifica contro gli stipendi pagati al mondo della politica
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domenica 1 luglio 2012

Kenya: S. Sede, orrore e preoccupazione

OFF
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG - I ''sanguinosi attentati'' in Kenya contro due chiese cristiane sono ''un fatto orribile e molto preoccupante''. Lo ha affermato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi secondo cui ''la viltà della violenza nei confronti di persone inermi riunite pacificamente in preghiera e' inqualificabile''. Occorre ''agire efficacemente per una soluzione stabile dei drammatici problemi della Somalia, che si riflettono nella regione'', ha aggiunto il direttore della sala stampa vaticana.

c'è poco da commentare. Questi sono gli islamici e questi saranno sempre. Occhio per occhio e dente per dente altro che integrazione e libertà religiosa sono terroristi delinquenti e come tali vanno trattati.

domenica 27 maggio 2012

Chiesa cattolica e handicap

OFF
ll novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non hanno mantenuto la purezza del proprio corpo prima del matrimonio» dice Javier Echevarria, il vescovo responsabile dell’Opus Dei, durante un dibattito. E a Catania esplode la protesta delle associazioni dei genitori di bambini disabili: «Non si possono usare gli handicappati per fare terrorismo religioso».

 Echevarria, a Catania per un incontro con mille e 500 laici e sacerdoti dell’organizzazione ecclesiastica, s’è scagliato contro gli abusi sessuali invitando alla «santa purezza» e affermando: «Un sondaggio indica che il novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non hanno mantenuto la purezza del proprio corpo prima del matrimonio». L’ Aias, l’ Associazione Italiana Assistenza Spastici, affida al segretario nazionale Francesco Lo Trovato la sua replica: «Si tratta di un’affermazione gratuita, del tutto priva di alcun fondamento scientifico. Trovo, inoltre, la frase offensiva per tutti i disabili e le loro famiglie, in particolare per quei tantissimi genitori di fede cristiana che alla morale cattolica si attengono scrupolosamente».

 Ieri, dalla sede romana dell’Opus, il portavoce Giuseppe Corigliano precisa: “Innanzitutto, le cose dette dal Prelato non hanno un valore testuale, perchè pronunciate in un contesto di conversazione libera, in un clima di famiglia, sia pur numerosa come quella dei simpatizzanti dell’Opera. In secondo luogo, il riferimento a un dato scientifico può essere ritrovato nella percentuale di neonati sieropositivi che nascono da madri sieropositive. Il termine handicappato è del tutto generico e, quindi, è completamente fuori luogo ogni riferimento a malattie di natura genetica».

 Ma, sempre da Roma, l’Associazione Italiana Persone Down non ci sta: «Non si possono usare gli handicappati per fare terrorismo religioso» e in un comunicato spiega: «Crediamo che non ci resti che esprimere orrore e disagio per una tale affermazione, non solo priva di ogni validità scientifica (e ci piacerebbe che il capo dell’Opus Dei citasse altrimenti le sue fonti), ma anche priva di ogni forma di sensibilità e di rispetto umano. “Sappiamo”, continua l’Associazione Persone Down, “quanto spesso i genitori degli handicappati vivano con colpa la condizione dei loro figli, anche quando non esiste nessuna forma di responsabilità proprio per l’ignoranza che affermazioni come quella indicata alimentano e come tali sentimenti possano essere di pregiudizio a uno sviluppo e a un inserimento sociale di queste persone. Il fatto che tale mancanza di attenzione e sensibilità venga da un autorevole membro della Chiesa ci fa vivere con maggior dolore tale evento. Ci auguriamo, quindi, che monsignor Echevarria provveda quanto prima a correggere quanto affermato e a chiedere scusa agli handicappati e alle loro famiglie».

Poi dicono che la chiesa cattolica perde sempre più proseliti. Se continuano a dire queste fesserie...