sabato 16 febbraio 2013

Finmeccanica, l’India annulla la commessa degli elicotteri. E la Francia ne trae vantaggio.

OFF
di Andrea Indini.

Lo stop della commessa è un’opportunità per le aziende francesi. Mentre i pm affondano Finmeccanica, Hollande vola dal premier Singh. E firma nuovi contratti.

“Quando la praticano gli americani si chiama lobby; quando la fanno gli altri, diventa corruzione”. In una intervista alla Stampa jagdish bhaqgwati, professore alla Columbia University di New York e studioso del Council on Foreign Relations, spiega chiaramente come il modus operandi, portato avanti anche da Finmeccanica in India, sia la prassi nei mercati internazionali.

Non sono, però, d’accordo i pm italiani la cui crociata giustizialista contro una delle nostre eccellenze sta mandando in fumo migliaia di posti di lavoro aggravando pesantemente la crisi economica.

Il risultato immediato è un assist al presidente franceseFrancois Hollande che è subito volato a Nuova Delhi per sfruttare lo stallo italiano.Il presunto scandalo, che ha portato all’arresto dell’amministratore delegato Giuseppe Orsi, rischia di arrecare pregiudizi pesantissimo nei confronti del colosso italiano fino a perdere i vecchi contratti già firmati e minare l’aggiudicazione di nuove commesse. L’India ha già avviato l’annullamento dell’ordine degli elicotteri AugustaWestland sottoscritta nel 2010. Secondo quanto riporta il Times of India, il ministero della Difesa indiano avrebbe già inviato alla divisione britannica di Finmeccanica un avviso per concedere una settimana di tempo per addurre ragioni valide per non annullare il contratto. E, mentre il governo di Nuova Delhi dà il ben servito all’Italia, Hollande corre dal premier Manmohan Singh per banchettare sulla debolezza di Finmeccanica. “C’è stato un positivo passaggio dai rapporti commerciali allo sviluppo e alla produzione congiunta di avanzati sistemi di difesa in India, che espanderà la nostra la nostra partnership strategica India-Francia”, ha assicurato Singh al termine di un lungo incontro con Hollande che, sfruttando lo stallo italiano, si è portato al suo seguito un folto stuolo di aziende d’oltralpe. Come riporta Milano Finanza, nella missione indiana di Hollande erano infatti presenti i manager di Eurocopter ingolositi dal vuoto che verrebbe a crearsi nel campo della difesa con Finmeccanica fuori gioco. Non è, infatti, un mistero il fatto che l’incontro tra Hollande e Singh abbia già fruttato alla Francia un contratto da circa 4 miliardi di euro per lo sviluppo congiunto di un sistema di difesa anti missile a corto raggio. Il primo inquilino dell’Eliseo non intende fermarsi qui. Si tratta, infatti, per sottoscrivere nuove commesse per il caccia Mirage 2000 e il sottomarino Scorpene.“Non stupisce che nella folta delegazione a seguito di monsieur le président si trovino anche esponenti di Thales, Ariane-Space, Eads e Dessault – si legge su MF - questi ultimi, esattamente un anno fa, hanno soffiato al gruppo di piazza Monte Grappa la maxi commessa da 10 miliardi per la fornitura di 120 caccia all’aviazione indiana”.
Nel frattempo, in Italia, la magistratura continua a bastonare duramente Finmeccanica. Mentre il governo indiano bloccava i pagamenti sui rimanenti elicotteri non ancora consegnati dal gruppo, Orsi è stato interrogato nel carcere di Busto Arsizio dal gip di Busto Arsizio, Luca Labianca. Durante l’interrogatorio l’ad di Finmeccanica ha consegnato la lettera di dimissioni dall’incarico di presidente. Una decisione dettata dalla speranza di riuscire a “rasserenare il clima che si è venuto a creare in conseguenza delle indagini”. Clima che, purtroppo, la magistratura continua a infuocare.

Lo sport preferito dai magistrati italiani: il masochismo.
Non sono a favore delle "mazzette", ci mancherebbe altro, ma neppure all'azione giustizialista al limite del masochismo della magistratura in questa occasione. 
D’altra parte, dopo la debolezza palesata dal governo italiano sulla vicenda Marò, l’India ha capito di poter fare la voce grossa nei nostri confronti ed attuare il diktat "di concedere una settimana di tempo per addurre ragioni per loro valide per non annullare il contratto". Certo, tenersi la mazzetta italiana e rimediare anche quella francese fa molto comodo agli indiani!

Appare in ogni caso scontato come l’ennesima indagine della magistratura su Finmeccanica provochi evidenti danni all’azienda, ma ciò che stupisce maggiormente è l’arresto stesso di Orsi. Un fatto assurdo, in quanto è noto che tutte le imprese che operano su contratti importanti all’estero debbano pagare tangenti per avere le commesse. Se è vero, com’è vero, che in ambiente internazionale le tangenti le versano tutti, la priorità diventa quella di difendere il lavoro e il know-how italiano.
Dove sta quindi l’illegalità o il reato nel difendere la propria impresa?

mercoledì 30 gennaio 2013

I numeri parlano chiaro: pronto il governo Monti-Bersani-Vendola. Ma nessuno osa dirlo ai propri elettori

OFF
Da I segreti della Casta

L'ultimo sondaggio in ordine di tempo è quello di Tecnè, commissionato dal canale televisivo Sky.
Con quella porcata di legge elettorale in vigore (architettata nel 2005 dall'allora ministro leghista per la "complicazione istituzionale" Roberto Calderoli per impedire esplicitamente una maggioranza al centro-sinistra), è riuscita a far crollare il governo Prodi che verrà eletto con una maggioranza risicata allora e riuscirà anche ad impedire a Bersani di ottenere una maggioranza al Senato nel prossimo parlamento.
La vergogna è tutta qui. come una vergogna è stato l'atteggiamento del PD che sia all'epoca del governo Prodi ma anche durante il governo Monti ha affossato qualsiasi tentativo di riforma elettorale.
Avranno pensato i vertici del Partito Democratico che in fin dei conti avere il 55% dei deputati con appena il 30% dei voti era una gran bella cosa, alla faccia della democrazia.
L'unica controindicazione? Imbarcare anche Monti, affidandogli qualche ministero pesante - come ad esempio quello dell'Economia - per continuare quella presunta opera di risanamento dei conti pubblici che altro non è che il continuo dissanguamento della stragrande maggioranza dei cittadini per ingrassare le già grasse tasche dei loro amici banchieri, come dimostra il caso Monte Paschi.
Lo schema è questo, con l'unica controindicazione di tacere sugli accordi presi fino al giorno delle elezioni, in modo che ciascuno possa rastrellare a man bassa i voti dei loro rispettivi elettori, senza mostrare il volto dell'opportunismo che contraddistingue questa operazione politica.
Monti da una parte attacca Vendola, Vendola dall'altra attacca Monti malgrado entrambi sanno già che dovranno sopportarsi a vicenda: il sinistrato presidente della Puglia è evidentemente quello in maggior difficoltà.
Il regolamento da lui sottoscritto prevede che dovrà obbedire ciecamente al volere di Bersani (ogni provvedimento verrà votato a maggioranza nelle riunioni congiunte dei gruppi parlamentari, dove SEl conterà meno del 10% a fronte del 90% del PD).
Ormai la sua creatura politica - SEL - si dissangua ogni giorno di più e ormai viaggia intorno al 3%: per lui non resta altro che un ministero di second'ordine come Ambiente o Cultura dove potrà "esprimersi" liberamente, senza disturbare i manovratore.
Intanto però guai a dirlo in giro: Monti con Vendola? Vendola con Monti? Mai e poi Mai, continuano a ripetere ossessivamente ai propri elettori.
Dopo il 25 febbraio 2013 ne riparliamo....
 
Già, ne riparleremo...

sabato 22 dicembre 2012

Monti si è dimesso, il Colle avvia le consultazioni

ON
Mario Monti si è presentato al Quirinale per formalizzare le dimissioni già annunciate l'8 dicembre
Mario Monti ha lasciato l'incarico. Come aveva annunciato la sera dell'8 dicembre, al termine di un'analoga visita al Quirinale, il capo del governo ha rassegnato nelle mani del presidente della Repubblica le proprie «irrevocabili dimissioni», confermando la disponibilità a restare in carica «per il disbrigo degli affari correnti». Napolitano - si legge in una nota del Colle - «ha preso atto delle dimissioni» e già dalla giornata odierna «consulterà i presidenti dei gruppi parlamentari».

Finalmente! Monti e la sua corte di incompetenti a casa!
Promesse di Monti: rigore, giustizia, equità, crescita.
Risultato: TASSE, TASSE E SOLO TASSE!!
Niente rigore, i politici hanno continuato a rubare, le spese pubbliche sono aumentate, la giustizia languiva e langue, l'equità non ne parliamo, hanno pagato solo i soliti noti ma le sceneggiate della G.d.F. sulla lotta all'evasione non sono mancate, crescita: stiamo al 3 % sotto zero!

mercoledì 21 novembre 2012

Election day sì o no?

OFF
Election day il 10 marzo: divide la scelta di un solo appuntamento per regionali e politiche, divide anche la possibilità di risparmiare decine di milioni di euro per tenere la consultazione elettorale lo stesso giorno per Lombardia, Lazio e Molise e per Camera e Senato.Di cosa stanno discutendo in questo momento i partiti?
La questione è tutta di opportunità politica e vede il Pdl schierato per l'election day e il Pd contrario. Al di là dei distinguo, va segnalato che le posizioni erano diametralmente opposte nel 2010, quando le urne furono aperte per il rinnovo di 15 regioni (tra cui Lombardia e Lazio) e per i quattro referendum su nucleare, privatizzazione dell'acqua (due quesiti) e lodo Alfano. Quella volta, tuttavia, si andò al voto in due occasioni diverse (a marzo e a metà giugno). Al governo c'erano Pdl e Lega, ma la polemica che si innescò fu simile a quella di questi giorni, ma a parti invertite. Con il centrodestra contrario all'accorpamento e il centrosinistra favorevole.

Che cosa c'era (e c'è) in palio?
Tutto ruotava attorno alla possibilità di risparmiare 300 milioni di euro votando in un solo giorno. Ma così non avvenne. Oggi invece si discute se risparmiare o meno una cifra complessivamente inferiore: 100 milioni di euro. Circa 50 milioni risparmiati con il voto contemporaneo per politiche e regionali in Lombardia (10 milioni di abitanti), circa 30 milioni di spesa extra non dovuta in caso di contemporaneità delle urne tra politiche e regionali in Lazio (5,8 milioni di abitanti). Dati ufficiali non ce ne sono e i conteggi vanno a spanne. E la stima più attendibile, contando anche il Molise, viene arrotondata per eccesso al numero perfetto.
Quanto si risparmierebbe non andando a votare a febbraio per scegliere i governatori e ad aprile per eleggere il nuovo governo?I 100 milioni che non uscirebbero dalle casse dello Stato riguarderebbero la mera organizzazione di una seconda consultazione elettorale distinta, mentre nelle spese extra rientrerebbero i costi duplicati per materiale, onorari e altre uscite legate agli appuntamenti con il voto. Soldi che in tempi di crisi, sottolineano i sostenitori dell'election day, potrebbero essere risparmiati e usati altrimenti.

Votando in un solo giorno si risparmiano 300 milioni di euro. Perfetto!
Ma se prima di votare si eliminassero Senato, Regioni e Province, si accorpassoero i piccoli comuni, si dimezzassero i deputati, si eliminassero i loro privilegi (vitalizi, scorte, finanziamento pubblico ai partiti, ecc.) e si eliminasse il Presidente della Repubblica unendo la sua carica con quella del Presidente del Consiglio, quanti miliardi di euro si risparmierebbero?

Allora non ci prendete per i fondelli con i risparmi da farsa!

lunedì 15 ottobre 2012

Pakistan, Malala in viaggio verso Regno Unito per cure

ON OFF
Islamabad (Pakistan), 15 ott. (LaPresse/AP) - L'attivista pakistana 14enne Malala Yousufzai è in viaggio verso il Regno Unito sull'aeroambulanza fornita dagli Emirati arabi uniti. È stata ferita il 9 ottobre a colpi d'arma da fuoco dai talebani che volevano punirla per il suo attivismo a favore dell'istruzione delle bambine. I medici pakistani hanno deciso di trasferirla perché sia curata in un centro medico "che abbia la capacità di fornire cure integrate alla bambina, che ha riportato gravi ferite", riferisce una nota dell'esercito.
La decisione di trasferire la ragazza all'estero, spiega l'esercito, è stata presa di concerto con la famiglia. A pagare le cure sarà il governo di Islamabad. Malala, colpita alla testa, dovrà riprendersi dalle ferite e poi necessiterà di una intensa "riabilitazione neurologica", spiegano le autorità.
Ieri, intanto, in Pakistan ci sono state nuove manifestazioni in suo sostegno. A Karachi in particolare si è tenuta la più grande da quando è stata ferita, organizzata dal partito Movimento Muttahida Qaumi, il cui capo Altaf Hussain ha criticato i partiti islamici, ma anche gli altri, per non aver organizzato dimostrazioni contro l'attacco.
La giovane era diventata famosa nel 2009 all'età di 11 anni, per aver tenuto un blog sul sito in lingua locale della Bbc in cui denunciava gli attacchi dei fondamentalisti islamici pakistani contro le ragazze e gli istituti scolastici femminili, per impedire loro di studiare ed emanciparsi. All'interno del suo diario virtuale, Malala testimoniava la crudeltà dei talebani e le violenze attraverso cui mantengono il potere, terrorizzando le popolazioni locali. La frontiera nord-occidentale è considerata una roccaforte dei talebani, tanto che in alcune aree vigono la Shariah e le Corti islamiche, chiamate a giudicare controversie, oltre che comportamenti e regole di morale.
    
Questi sono la maggior parte degli islamici. I talebani sono delle bestie (chiedo scusa alle bestie se le metto a livello dei talebani) ignoranti meschini e vigliacchi che se la prendono con i bambini e che usano come kamikaze donne o bambini per commettere i loro atroci crimini.
La loro stupidità religiosa, seguita purtroppo da quasi l'unanimità delle popolazioni di religione islamica, può essere riportata a livello deì superstiziosi uomini della pietra che eseguivano sacrifici umani per confermare la superiorità della religione in cui credevano.
Purtroppo, il buonismo di alcuni politici non solo italiani, permette il loro assurdo comportamento e i loro bestiali omicidi, sottovalutando il pericolo che questi delinquenti rappresentano per la civiltà, senza far nulla di serio per combatterli (vedi l'inutilità delle nostre FF.AA. in Afghanistan, che sono lì solo per essere presi di mira da quegli assassini, senza poter fare nulla per combatterli, anche perché protetti dalla complicità e dalla omertà della popolazione locale.)

giovedì 11 ottobre 2012

Crisi marò/ Terzi: Se sentenza negativa, controversia tra Stati

OFF

Roma, 11 ott. (TMNews) - Se la sentenza dell'Alta Corte di Nuova Dehli sarà negativa per i due marò italiani trattenuti in India, l'Italia avvierà "tutta una serie di azioni a livello internazionale e quel punto si aprirebbe anche sul piano legale una controversia tra stati". Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Giulio Terzi, durante l'audizione congiunta con il collega Giampaolo Di Paola davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa, pur auspicando che tale eventualità "non debba mai avvenire".
   
Ma noi ce ne infischiamo e non smetteremo mai di ricordare che i nostri due marò sono ancora prigionieri in India. Dimenticati da più di sei mesi. Dal nostro governo e dai media. Ieri si è consumato l'ennesimo capitolo di questa farsa, fatta da un processo interminabile, da rinvii, ricorsi e sospensioni, da arresti e scarcerazioni su cauzione. Ma per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone il futuro è ancora avvolto nell'incertezza. La Corte suprema indiana ha cominciato a esaminare, con la dovuta calma, il ricorso dell'Italia per invalidare il processo avviato contro i marò nello Stato del Kerala. Naturalmente l'udienza è stata aggiornata per l'ennesima volta.
Ma quando sarà scritta la parola fine? Nessuno lo sa. Tantomeno il nostro governo, la cui azione per liberarli non è stata né efficace né rapida. Eppure, quando si tratta di far tornare a casa turisti spericolati, viaggiatori a caccia di avventure o volontari che sognano l'immunità, a Roma scattano come molle. Proclami, inviati, mediatori e, spesso, anche cospicui riscatti per ottenere la liberazione dei connazionali rapiti dalla guerriglia di turno. Anche se nessuno dei malcapitati agiva per conto del governo, e per di più in una missione internazionale. Nel caso dei fanti del Reggimento San Marco invece è meglio il silenzio, o quasi.
Ogni tanto, costretti dalle circostanze, i nostri ministri sussurrano qualche frase ipocrita, come ha fatto tempo fa il responsabile degli Esteri Giulio Terzi: «Il dossier è molto difficile ma riporteremo i nostri ragazzi a casa... Il governo segue la questione con la massima attenzione...». Che vergogna, come se nessuno sapesse chi ha dato l'ordine di consegnare alla polizia indiana i nostri due ragazzi, soldati in missione per conto del governo e dell'Onu, in acque internazionali e su una nave italiana. Abbiamo ingoiato rospi indigeribili, dagli sgarbi diplomatici alle forzature dell'inchiesta giudiziaria, ma resta un fatto: da quel maledetto 19 febbraio la questione s'è complicata invece di avviarsi a una soluzione. "Il Giornale" ne ha fatto una battaglia attirandosi anche la malcelata insofferenza del governo Monti, secondo il quale l'eccessiva risonanza mediatica avrebbe peggiorato la situazione e infastidito le autorità indiane.
Come se fosse scorretto o addirittura scandaloso difendere i diritti di due nostri soldati ingiustamente detenuti. Ma sono impazziti? La smettano con la realpolitik farlocca, quella che dovrebbe ottenere risultati senza clamore, quella che ti fa raggiungere obiettivi facendo la gimcana o brigando sottobanco. O strisciando, come ormai siamo abituati a fare. Qui non si tratta solo della libertà di due militari italiani e della serenità di due famiglie, ma parliamo della dignità del nostro Paese. A prendere schiaffi siamo avvezzi, però ogni tanto ci piacerebbe restituirne qualcuno. Niente da fare. Forse è per questo che l'Italia appare isolata. La Nato si è chiamata fuori, la diplomazia europea ha inizialmente abbozzato un interessamento, ma poi si è defilata. Ma come, il governo Monti non godeva di tanto favore e tanto credito internazionale? Ci spieghino, per favore, qual è la verità: Monti non intende spendere credito né favore per i nostri soldati prigionieri in India oppure quel credito e quel favore sono una balla che ci raccontano da dieci mesi? In ogni caso è ora che i professori rompano gli indugi e tornino a occuparsi con maggiore impegno della sorte di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Un governo che chiede ai suoi soldati di rischiare la vita lontano da casa, poi non può dimenticarsi di loro, come se fossero cittadini di serie B. Sarebbe un'infamia. Per questo non li dimentichiamo.

mercoledì 10 ottobre 2012

Il Cdm approva il patto di stabilità

OFF
Dal cilindro del Consiglio dei Ministri spunta il calo della tassa per eccellenza: l'Irpef. Il governo, con la legge di stabilità, ha deciso di ridurre di due punti le aliquote sui primi due scaglioni dell'imposta sui redditi delle persone. Ma la decisione è stata presa a scapito dell'Iva: il preventivato stop all'aumento delle due aliquote che doveva scattare a luglio viene dimezzato. L'aumento ci sarà, ma solo da un punto.Ma la legge di Stabilità contiene tante norme. Eccole.
CALA L'IRPEF - Arriva il primo calo delle tasse, che toccherà tutti. Viene ridotta l'aliquota sul primo e sul secondo scaglione: dal 23 scende al 22%, dal 27 al 26%. Il costo per la riduzione della prima aliquota, che si applica su tutti i redditi, è di 4 miliardi, quello del secondo scaglione vale un altro miliardo.
STOP A METÀ PER AUMENTO IVA - Non viene eliminato il previsto aumento Iva di due punti, che sarebbe scattato dal primo luglio 2013. L'aumento viene solo frenato a metà: l'Iva salirà di un solo punto: dal 10 all'11% e dal 21 al 22%.
TOBIN TAX - Le risorse della legge di stabilità saranno reperite, oltre che con la spending review, anche con la Tobin Tax e con una revisione delle "tax expenditures".
SCONTI FISCO PER FONDO TAGLIO DEBITO - Arriva la possibilità di fare erogazioni liberali al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato e usufruire di uno sconto fiscale pari al 19% dell'imposta lorda.
IMU CHIESA - Il governo ha modificato il testo della legge riguardante l'Imu per gli immobili non commerciali e quindi anche della Chiesa in modo da definire il quadro regolatorio ''in tempo per il periodo annuale di imposta'' che decorre dal 1 gennaio 2013.
STATALI, NIENTE AUMENTO IN BUSTA PAGA - Confermato il blocco dei contratti fino al 2014. Per il 2013-2014 non sarà erogata neanche l'indennità di vacanza contrattuale. L'indennità di vacanza contrattuale tornerà nel 2015 calcolata sulla base dell'inflazione programmata.
SALARIO PRODUTTIVITÀ - Gli aumenti salariali aziendali saranno tassati nel 2013 al 10% entro il limite di 3.000 euro lordi, per una spesa di oltre un miliardo nel 2013 e poco meno della metà nel 2014.
STRETTA ASSISTENZA DISABILI - Stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap. La retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l'assistenza ai figli o al coniuge. Sono esclusi dal pagamento intero quindi i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili.
SANITÀ - Taglio di 1,5 miliardi al fabbisogno sanitario nazionale, grazie a una ulteriore riduzione della spesa per l'acquisto di beni, servizi e dispositivi medici.
STOP AFFITTI E ACQUISTI AUTO E IMMOBILI - Stop all'affitto e all'acquisto di nuovi immobili da parte di tutte le amministrazioni pubbliche. Ma anche all'acquisto e il leasing di autovetture. Prevista una stretta anche per l'acquisto di arredi e per le spese di consulenze informatiche.
TAGLI A REGIONI, RISORSE A COMUNI IN DIFFICOLTÀ - Vengono aumentati di 1 miliardo i tagli lineari previsti dalla prima spending review per le regioni a statuto speciale. Arrivano poi 160 milioni alla Campania e circa 130 milioni per il Fondo per i comuni in condizioni di predissesto.
ESODATI - Arrivano nuove risorse per gli Esodati. Si attingerà dal Fondo Letta.
P.A. - Arrivano misure per sbloccare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese.
UNIVERSITÀ - Il budget delle Università potrà crescere del 3% all'anno. Per alcuni enti di ricerca la percentuale sale al 4.
BENI DEMANIO - Ok alla vendita dei beni demaniali attraverso fondi immobiliari.
TAV E TRASPORTO - Quasi 800 milioni di euro per finanziare studi, progetti, attività e lavori. 1,6 miliardi a partire dal 2013 per il trasporto pubblico locale. 800 milioni di euro sono invece stanziati per la RFI e 300 milioni per l'Anas. 300 invece i milioni di penalità per lo stop al Ponte di Messina.
INTERCETTAZIONI MENO CARE - Arriva la tariffa flat per le intercettazioni telefoniche.
PATRONATI A DIETA - Taglio ai patronati di 30 milioni di euro nel 2014 e di altri 30 milioni nel 2015.
QUOTE LATTE - Torna sotto la gestione di Equitalia la riscossione delle multe per lo sforamento delle quote latte.
CIELI BLU - Per riuscire a risparmiare le notti saranno meno ricche di illuminazione artificiale.
AEREI E NATO - In arrivo 40 milioni di euro nel 2013 per la manutenzione della flotta di aerei antincendio e 58 milioni di euro, in tre anni, per la partecipazione dell'Italia alla spesa per la ristrutturazione del Quartiere Generale della Nato.

È la solita buffonata: il Grande Economista non si smentisce mai. Il concetto di equità fiscale proprio non gli vuole entrare in testa. Diminuire le aliquote più basse significa che anche chi percepisce redditi stratosferici sborserà meno soldi di adesso. Più giusto sarebbe stato aumentare le aliquote più alte e far pagare di più i tanti ricconi che prosperano in Italia. Ma già, tra questi ricconi ci sono anche i sigg. politici, quindi di aumento delle tasse per loro non se ne parla proprio. Voi sciocchi che applaudite alla lieta novella sulla diminuzione (ridicola) delle tasse, ricordatevi di fare i conti alla fine del prossimo anno: controllate quanto questa diminuzione ci sarà costata tra aumento dell' IVA e aumenti di tariffe e per i minori (o peggiori, se è ancora possibile) servizi ricevuti! Ricordatevi: se lo Stato percepisce 10 in meno, poi ce ne fa pagare 20 in più e quei 20 finiscono sempre nelle tasche dei soliti truci figuri: i nostri amministratori!

Forse l'unica soddisfazione per gli italiani, ma nemmeno per tutti, è nell'Imu alla Chiesa, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2013. Mal comune, mezzo gaudio?

lunedì 8 ottobre 2012

Scintille Vendola-Renzi, "Rottamare rottamatore"

OFF
ANSA-ROMA - "In Renzi c'è una marcata adesione a modelli culturali che io penso debbano essere rottamati". Lo dice Nichi Vendola intervistato da Maria Latella su skytg24. Secondo Vendola bisogna infatti "rottamare la subalternità culturale di certa sinistra al modello liberista che sta scorticando l'Europa". "Tanto Bersani quanto Renzi oggi sono miei competitori - dice Vendola - ma spero che la competizione non scalfisca i rapporti umani e non precipiti nella violenza verbale". "Io ho costruito un pezzo del mio cammino con alcuni dei protagonisti del Pd - dice ancora Vendola - e in alcuni casi li ho contrastati. Ma non tanto per l'età quanto per le posizioni politiche".
Matteo Renzi, a Potenza, ha preferito non rispondere: "La domanda successiva?" ha chiesto. Riferendosi all'assemblea nazionale di ieri del Pd, Renzi ha aggiunto che "è stata una giornata nella quale si sono cercati più i punti di unione e che quelli di divisione: bene così. Adesso il confronto è sulle idee". Poi su Facebook ha precisato: "Vedo che dopo la serenità di ieri qualche candidato alle primarie immagina di alimentare la polemica attaccando gli altri. In modo gratuito peraltro. Va bene così. Ognuno risponde per se stesso. Io non parlo male degli altri, noi vogliamo parlare bene dell'Italia. Per cui invito tutti i miei amici a non cadere nelle provocazioni. Siamo pronti a confrontarci sulle idee ovunque. Ma agli attacchi gratuiti rispondiamo con l'arma più bella, il sorriso"
" Ho ridotto il mio stipendio di altri 50 mila euro - fa poi sapere il governatore pugliese - ci voleva un segno di assoluta sobrietà perché chi fa politica deve sentire il dolore del paese. Non è un modo strumentale di affrontare la questione. Ho molti critici e pochi emulatori".
"La mia campagna per le primarie avrà un costo molto vicino a zero euro" sottolinea Vendola. "Per la manifestazione di ieri - sottolinea - abbiamo speso in tutto 8mila euro. Ci reggiamo sul volontariato, non abbiamo finanziatori privati o gruppi internazionali che mi appoggiano, Anzi, costoro tendono a vedermi come un pericolo che li minaccia". Vendola dice anche di non avere "spin doctor" che gli suggeriscono che cosa dire. "Mi confronto che i volontari che sostengono la mia campagna, poi per il resto me la cavo da solo".
"Penati, come Fiorito - sostiene Vendola -racconta una storia indecente. Dovrebbe liberare il suo seggio e andare a difendersi dai magistrati".
Matteo Renzi replica anche a D'Alema. "Credo che sbagli a dire queste cose - sostiene il sindaco di Firenze - se vincessi io, non morirebbe il centrosinistra". Con una battuta, ha poi sottolineato: " Non sono mica Jack Lo Squartatore". "Se vincessimo noi - ha aggiunto Renzi - porteremmo avanti il rinnovamento negli uomini, nelle idee e nei progetti". Parlando al cinema comunale di Matera, Renzi ha ribadito che, in caso di sconfitta, sosterrà il vincitore delle primarie.
"Dire qualcosa di sinistra? Io non le dico, da sindaco di Firenze le cose di sinistra le ho fatte" replica Renzi alla domanda di un giornalista. "Sono stato il primo sindaco di una città - ha sottolineato - che ha avuto la forza di fare il piano strutturale a volumi zero, con la valorizzazione all'ambiente e contro interessi consolidati. Ho poi messo un buon numero di donne in giunta e introdotto risorse sul welfare e investito in innovazione". Renzi ha poi aggiunto che "c'è chi ha bisogno di dire cose di sinistra per farsi una verginità: il punto vero è che io voglio una sinistra che vinca. Troppo spesso, però c'è una sinistra in Parlamento che si accontenta di partecipare. Io se voglio votare qualcuno che vuole solo partecipare, voto De Coubertin. Io - ha concluso - voglio vincere".
Attacca Renzi anche Rosi Bindi: "Inviterei Renzi a fidarsi non solo di Bersani ma di tutto il partito. La sua assenza da molti è stata giustamente notata come atteggiamento di poca attenzione per chi ha lavorato anche e soprattutto per lui. Era stato invitato, avrebbe potuto riservare questa attenzione nei confronti del massimo organo di rappresentanza del partito".

E questa sarebbe la NUOVA politica? QUESTO è IL NUOVO CHE AVANZA???

A me non importa nulla del PD che prova a vincere qualche elezione giocandosela in casa con candidati tutti propri. A me delle primarie non importa un fico secco. Io voglio sapere quale sarà la politica energetica in Italia, come faremo a non far pagare a famiglie e industrie nazionali bollette esagerate, voglio sapere se l'ILVA di Taranto si può salvare salvaguardando ambiente, occupazione e impresa oppure se la ASL, che negli anni avrebbe dovuto monitorare intende ancora, grazie alle nomine politiche di turno, accontentarsi di abbacchi a Natale per omettere i controlli... A me interessa sapere quali siano i veri rapporti costi/benefici di un rigassificatore o di una centrale nucleare, non mi interessa degli esercizietti scolastici di Bersani&Renzi&Vendola...

E per i media... BASTAAA!! Non se ne può più di interviste, collegamenti e riprese tv delle varie conventions di Casini, Fini, Vendola, Berlusconi & Company!!

sabato 6 ottobre 2012

Tagli in Regione, Cattaneo si lamenta su Twitter

OFF

"Uno come me cosa deve fare?"

Il messaggio in bottiglia ha navigato pochi minuti in Rete, e chi lo ha raccolto ha scatenato subito la sua indignazione contro quello che l'assessore lombardo Raffaele Cattaneo ha scritto su Twitter: ''Ho letto il decreto sul taglio alle Regioni: drastica riduzione dell'indennità entro il 30/11 e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare?''. Cattaneo ha poi argomentato la sua posizione sul rigore imposto agli enti locali dopo il caso Fiorito parlando anche di rischi per la democrazia. Ma la Rete, con lui, che ha spiegato di guadagnare circa 8mila al mese, è stata assai schietta, sullo sfondo di una crisi che impoverisce l'economia ma suscita anche disillusioni verso la politica.
''Manca di rispetto a milioni di italiani davvero in crisi'', qualcuno gli ha risposto fra i primi. ''Non rubo e quindi non ho tesori all'estero - ha elencato Cattaneo - Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, eccetera non so come fare''. Poi la carriera: ''Se fossi rimasto un dirigente guadagnerei già ora di più figuriamoci dopo i tagli''. E' più o meno da questo punto che scatta la reazione della 'piazza' di Twitter, in un dibattito assai vivace che si trascina a sera, con qualche commento che cerca di capire le ragioni di Cattaneo e moltissimi che proprio non condividono, tanto che qualcuno ha proposto ironicamente una colletta.

Signor Cattaneo lei deve capire che il popolo italiano, per leggi inique che premiano persone come lei e al contempo lasciano nell'indigenza persone che hanno la sua stessa dignità ma bel altra considerazione nella distribuzione dei salari e nell'equità dei tributi allo stato, vive una situazione di povertà non dissimile a quella del secondo dopoguerra. Se poi aggiunge anche i rimborsi elettorali deve convenire, caro signor Cattaneo, che la sua dichiarazione non è solo discutibile ma suona come un insulto rivolto a chi sopravive con meno di 1000 euro al mese e ha gli stessi impegni di spesa mensili che ha lei. Si ricreda signor Cattaneo, vada a lavorare veramente, vedrà che cambierà idea, vada a lavorare davvero.

mercoledì 26 settembre 2012

CASO SALLUSTI/ Ha difeso una 13enne costretta ad abortire. Dove sono i cattolici?

 
OFF

di Monica Mondo

mercoledì 26 settembre 2012

Caro direttore, che un giornalista non debba andare in galera per quel che scrive è cosa talmente ovvia che non varrebbe neppure la pena di discuterne. In un paese civile, il reato d’opinione prevede sanzioni pecuniarie, e libere opinioni a rettifica, in modo che i cittadini possano rendersi conto e decidere da che parte stare. E’ solo questione di buon senso, non è neppure il caso di scomodare la letteratura giuridica. Invece stiamo qui a esprimere sdegno e perfino qualche giustificazione all’assurda vicenda toccata al direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti. Oggi abbiamo saputo che la Suprema Corte ha confermato il verdetto.

Mi vien da ridere a definirlo così. Siamo abituati a vederlo in televisione, Sallusti, conosciamo la sua indole testarda e irriverente, il carattere duro. Uno che non le manda a dire. Ma pensarlo in carcere per 14 mesi in quanto socialmente pericoloso è fantasia che neppure è balenata in mente ai suoi più acerrimi nemici politici. Infatti lo assolvono tutti, giudicando il suo caso un’opportunità per eliminare dal codice penale un reato di memoria fascista. Proprio tutti tutti no, in nome dell’uguaglianza davanti alla legge! Un criterio che, esulando dalla persona che hai di fronte, è talmente disumano da non meritare commenti. Se c’è stato reato per Guareschi, per Iannuzzi eccetera, solo per citare i nomi più clamorosi, perché non Sallusti? Ma perché se è follia, signori miei, che ci si fermi, e magari proprio a partire da Sallusti.

Follia il reato, follia l’ostinazione del giudice diffamato, dopo aver già chiesto e ottenuto un risarcimento pecuniario non indifferente. Cosa vuole dimostrare? Che l’odio non ha fine? Che la giustizia è una macchina stritolatrice? Lo sappiamo, ahinoi. Che i magistrati possono avere un potere enorme e pericoloso? Sappiamo anche questo. E speriamo che forte e chiara, senza esitazioni, si levi la voce del Capo dello Stato, capo del Csm, a giudicare impropria la decisione della Corte d’Appello, che aveva ritenuto il giornalista pericoloso e quindi punibile con la reclusione. A placare quel giudice sdegnato. Se invece l’offesa merita il carcere, che sia la più alta autorità a dichiararlo, e toccherà star bene attenti a quel che si dice e si scrive, in questa povera Italia. Basterebbe una parola. E pazienza se qualche magistrato o qualche penna del Fatto lo riterrà un intervento a gamba tesa. In certe situazioni anche l’acrimonia ideologica va messa da parte.

Ricordiamo poi che il direttore de Il Giornale ha avuto e ha il fegato di assumersi una colpa non sua. Paga e si offre a bella posta in pasto ai media, all’opinione pubblica per suscitare una reazione: si parla infatti di un articolo comparso cinque anni fa su una testata che allora dirigeva, a firma di un collega di cui non ha mai svelato il nome. E questo gli fa onore.

Che diceva mai l’articolo incriminato? E’ così terribilmente inverecondo da non poter essere ripreso e commentato dopo tanti anni? Si parlava del caso di una ragazzina, tredici anni, costretta da un giudice ad abortire, contro il suo parere, sotto responsabilità dei genitori. Una ragazzina finita sotto cure psichiatriche, per lo choc subito, dopo la morte del suo bambino. Nell’articolo si usava la mano pesante: indegno il giudice e, se mai esistesse ancora, meritevole della stesa pena inflitta a un innocente, cioè la morte. Mi pare evidente il carattere provocatorio di questa affermazione. La pena di morte nel nostro paese non c’è, almeno ufficialmente (certe vite in carcere sono una morte lenta), e i congiuntivi, i condizionali e i periodi ipotetici avranno pur un valore nella nostra lingua. Si voleva suscitare scandalo, far riflettere su un abominio, nei pensieri dell’autore del pezzo. Una vita vale come un’altra vita. Sì, anche quella di un bambino mai nato.

Io ritengo che sia sbagliato e inutile, strategicamente, usare le spade infuocate per richiamare ragione e cuore di noi uomini del 2000 distratti, egoisti e così “adulti” da pensare di decidere delle nostre e altrui vite. Penso che la rabbia e l’orgoglio si addicessero allo spirito inquieto di una grande scrittrice, ma per ottenere ascolto e comprensione siano più sagge e proficue parole di moderazione. E’ possibile anche che l’articolo citato dicesse solo parzialmente il vero: che la ragazzina sia magari stata consigliata, e alla fine abbia deciso da sola. Si è così fragili, a 13 anni. E qualche volta l’indignazione monta, soprattutto se ci si accanisce contro i più inermi e deboli, e si perde il filo e si travalica la verità. Invece, come tante e tante volte è stato detto, hanno salvato dall’aborto più le cure e la paziente opera silenziosa del Movimento per la Vita che le battaglie urlate.

Diciamo pure allora che quell’articolo era parecchio sopra le righe, forse falso, e poteva partire la querela. Che ci stava una pena in denaro. Secondo me sarebbero bastate le scuse, o un’intervista sullo stesso giornale, e chiusa lì. Tu la pensi in un modo, mi hai insultato, sbagli. Ok, ho esagerato, ma credo che tu abbia sbagliato di più. I lettori giudicheranno. Ma il carcere! Al responsabile della macchina, che paga per frasi mai scritte. Pensate? Sono affari suoi. Ora, rimembrando i motivi per cui il caso Sallusti balza sulle prime pagine, mi piacerebbe vedere una partecipazione corale e ardente, decisa e non di circostanza, dei giornalisti cattolici tutti, dei politici cattolici, tutti, di qua e di là, delle organizzazioni, associazioni, movimenti cattolici.

Per carità, la difesa della vita non è questione di religione. Ma sono i cattolici ad avere sempre alzato la voce per ribadire che la vita vale sempre, dal concepimento alla morte naturale. Parliamo di libertà di stampa. Ma il tema ha uno spessore più grande, se rammentiamo di che si parlava. Vale la pena schierarsi con forza, anche se la fisionomia o certi articoli di Alessandro Sallusti non dovessero andarci a genio. Anche se avesse sbagliato a sua volta, per altre vicende. Proprio per questo. Chi difende la libertà difende anche quella del suo nemico. Difende anche la libertà di sbagliare. Sempre.
 
Penso che sia una indecenza. e che il potere politico dovrebbe porre immediato rimedio alle norme regolanti il reato di opinione. Mi attendo un intervento di Napolitano in qualità di Presidente della Repubblica e capo del CSM.
Dobbiamo essere molto preoccupati nel vedere uno dei poteri " intoccabili" dello Stato, cancellare una delle libertà fondamentali della democrazia : la libertà di opinione.
E ancor più preoccupati quando vediamo la casta dei giudici difendere uno dei suoi adepti, gravare il giudizio quando il reo manifesta opinioni politiche diverse dalle loro, dimostrandosi incapace di giudicare serenamente. Sembra che la nostra giustizia abbia totalmente smarrito l''uso del il buon senso. Tanti auguri al Direttore Sallusti.